E poi?

E poi? Come sarà il poi? Perché ci sarà un POI e forse, speriamo, anche molto prima di quanto ci si possa immaginare, perché il poi è sempre dietro l’angolo e non sarà un decreto a sancirlo, saremo noi.

Personalmente, causa anche il mio indefesso ottimismo, sto riflettendo sul “poi” già dall’inizio di questa strana e disarmonica esperienza, per non soccombere e diventare preda della paura e dell’incertezza, non faccio che pensare al poi.

Oltre ad essere una speranzosa e fiduciosa persona, sono anche un’appassionata dei sorrisi, sorrido quando sono tra amici, accanto alle persone che amo, ma questo è del tutto normale (spero!); in realtà sorrido sempre, sorrido comunque, sorrido nonostante e i sorrisi che prediligo sono quelli dispensati così senza un motivo particolare, anche a sconosciuti il cui sguardo ha incontrato il mio in una fredda ma limpida mattinata di sole, entrando per la prima volta in un bar o in un negozio, all’autista del tram, a chi pulisce le strade, agli operai nei cantieri…

Quando arriverà il POI come potrò fare? Sono certa che l’utilizzo della mascherina comincerà a far parte integrante del nostro quotidiano; sarà obbligatorio (o fortemente consigliato!) indossarla per proteggere e proteggersi. Ed io come farò?

Nel 1985 vidi un bellissimo film di Lasse Hallström: “La mia vita a quattro zampe”, dove il dodicenne protagonista ad un certo punto della storia si ritrova separato da suo fratello e costretto ad andare a vivere lontano da casa, da certi parenti praticamente sconosciuti. Per consolarsi, si ripete una frase che fu per me un’epifania: “bisogna sempre fare dei paragoni nella vita, quando tutto sembra difficile, ingiusto e pesante da sopportare, provate a pensare alla cagnetta Laika, costretta ad un viaggio sulla luna, impreparata, triste e spaventata e vedrete che tutto si ridimensionerà”…

Ecco il mio paragone, che riesce nell’intento di ridimensionare il tutto: inizio a pensare ai milioni di rossetti abbandonati sugli espositori, dimenticati nel fondo delle borse, pieni di polvere, rinsecchiti, screditati e disonorati a favore di ombretti e rimmel, le nuove star.

Perché ammettiamolo, per un bel po’ avremo solo gli sguardi per comunicare, anche i più fedeli sostenitori degli occhiali da sole con qualsiasi condizione climatica, riporranno i loro Ray Ban (che con la mascherina si appannano!), anche i più “dipendenti” dal cellulare, alzeranno lo sguardo dal piccolo schermo, così come i timidi e gli introversi, staccheranno gli occhi dalle loro scarpe, muovendo il viso alla ricerca di un altro sguardo.

Il mio POI saranno gli occhi, da sempre specchio dell’anima, che assurgeranno così al ruolo di protagonisti assoluti; mi rimetto a loro, nella speranza di colmare il vuoto, fatto di paure, di perdite, di lutti, che questa pandemia avrà lasciato nei nostri cuori.

Bibi

Author Bibi

More posts by Bibi